Dito a Martello

  • Intervento di riparazione tendinea
  • Anestesia loco-regionale
  • Recupero 5 settimane
  • Discreto successo terapeutico
  • Trattamento eseguibile in day hospital

 

Il dito a martello rappresenta una condizione piuttosto frequente di patologia della mano dovuta ad una serie di circostanze.

Una, francamente traumatica, che determina la rottura sottocutanea (senza ferita) del tendine e spesso di un frammento di osso ove il tendine si inserisce. L’altra legata ad una entesopatia (infiammazione cronica del tendine all’impianto) che per minimo trauma determina la rottura dello stesso; la caratteristica di questa forma di dito a martello che insorge senza dolore.

Non si effettuano esami strumentali a conferma della diagnosi clinica ad eccezione di una radiografia.

Rara l’indicazione ad un trattamento d’urgenza prevede nel primo caso una immobilizzazione protratta per 35-40 gg. con un piccolo splint. La seconda evenienza essendo determinata da una infiammazione cronica spinge il bloccaggio del dito sino a 60-70 gg con stesso splint.

L’intervento in urgenza per i casi francamente traumatici ove vi sia un rilevante frammento osseo si giova del posizionamento di un filo metallico che poi viene rimosso dopo 40 gg.

Più frequente è l’indicazione chirurgica per le cattive guarigioni con flessione della falange distale oltre 30 gradi.

L’intervento si giova di diverse tecniche tutte eseguibili in anestesia locale e piccola sedazione e posizionamento di filo metallico temporaneo per 45 gg.

Nei casi inveterati, in cui è fallito anche un intervento di plastica, si può consigliare il blocco definitivo dell’ultima articolazione del dito.